Tutti tranne te, tranne te!! Così cita una sua canzona e così sembra averla presa una parte del popolo di Rolling Stone il giorno che se lo sono visti in copertina. Il perché di questa scelta è però ben spiegata dal direttore del magazine. Fibra è una persona molto schietta e diretta e che dice le cose che pensa. Diciamo che non te le manda a dire, ma lo fa sempre con grande leggerezza e simpatia (leggete l'intervista di Paolo Madeddu per averne conferma). Forse è per questo, al di là della sua musica, che è stato scelto lui. La scelta di metterlo in copertina ha ovviamente generato mille polemiche e molte discussioni (basta guardare i commenti sulla pagina facebook della rivista per rendersene conto!) e meno male! I duri e puri del rock si sono incazzati e non poco, di contro i fan sono entusiasti, c'è poi chi voleva un omaggio al ventennale di Nevermind, c'è chi pensava ai R.E.M. ormai sciolti, chi voleva il DalaiLama, chi Noel Gallagher, insomma una copertina che non ha lasciato indifferenti, la gente è scesa in piazza per dire la sua con forza...Chissà mai che sia un bel segnale. Io comunque mi sono divertito da pazzi a lavorare con lui!
Qui sopra la copertina di Rolling Stone Italia ora in edicola, sotto il servizio pubblicato all'interno.
Metti un'alba di Luglio in compagnia di Gianni Miraglia (da leggere assolutamente!). Metti un servizio per Rolling Stone. Metti l'ortomercato di Milano. Metti Francesco, fruttivendolo di Bisceglie trapiantato. Metti una bicicletta e un camion con la faccia di padre Pio, e uno con quella di Gighen. Metti Roberto che sembra voglia dirigere il traffico in questa specie di città nella città. Metti la signora che si sveglia ad un orario improbabile per noi e che è perfettamente truccata e vestita. Metti il "micologo" alias "minchiologo". Metti il sosia del bel René. Metti la tipa con il jeans attillato e il tacco a sparo. Metti il roker che sceglie la frutta. Metti....
Qui sotto alcuni scatti pubblicati e non sul numero di RollingStone ancora in edicola.
"Ministro Brunetta, ma lei dove vive?"
testo di Gianni Miraglia
foto Carlo Furgeri Gilbert
“Vietato! - I limiti che cambiano la fotografia” 55 foto di grandi autori
Una mostra voluta e curata da Giovanna Calvenzi, Renata Ferri e Gabriele Caproni e prodotta dal Circolo Fotocine Garfagnana per riflettere sul problema della "psicosi della privacy". "Quando le generazioni future andranno a cercare immagini del modo di vivere di questo periodo storico non ne troveranno più. [...] Questa mostra a cui hanno aderito i più bei nomi della fotografia italiana, vuole essere una dichiarazione di coscienza su quello che sta accadendo e che causa danni irreversibili alla documentazione iconografica dei nostri tempi."
Per far riflettere su questa questione che in qualche modo ci coinvolge tutti quotidianamente, i curatori hanno deciso di applicare sulle stampe delle peccette nere come quelle che si usano per oscurare i volti delle persone che non si vuol far riconoscere. Da seguire anche il dibattito in programma il 5 agosto "I limiti che cambiano la fotografia" alle 21.30 presso la Rocca Ariostesca di Castenuovo di Garfagnana.
Partecipano con una loro immagine i fotografi: Alessandro Albert, Marco Anelli, Isabella Balena, Gabriele Basilico, Letizia Battaglia, Gianni Berengo Gardin, Massimo Berruti, Michele Borzoni, Piergiorgio Branzi, Luca Campigotto, Alessandra Capodacqua, Lorenzo Castore, Enzo Cei, Gianni Cipriano, Francesco Cito, Ignacio Coccia, Cesare Colombo, Edoardo Delille, Chico De Luigi, Stefano De Luigi, Federica Di Giovanni, Giulio Di Sturco, Simone Donati, Carlo Furgeri, Gabriele Galimberti, Simona Ghizzoni, Alberto Giuliani, Elena Givone, Alessandro Imbriaco, Francesca Leonardi, Uliano Lucas, Sirio Magnabosco, Alex Majoli, Emiliano Mancuso, Martino Marangoni, Giovanni Marrozzini, Pietro Masturzo, Davide Monteleone, Antonella Monzoni, Cristina Omenetto, Pietro Paolini, Mario Peliti, Simone Perolari, Marta Primavera, Francesco Radino, Rocco Rorandelli, Giulio Sarchiola, Annette Schreyer, Shobha, Massimo Siragusa, Toni Thorimbert, Giovanni Umicini, Riccardo Venturi, Paolo Verzone, Francesco Zizola
Settimana della fotografia
Circolo Fotocine Garfagnana
Castelnuovo di Garfagnana (LU), Rocca Ariostesca
dal 29 Luglio al 7 Agosto 2011
Per saperne di più e vedere il programma completo di mostre e convegni vedi: www.fotocinegarfagnana.it
Questa psicosi non è solamente un fatto italiano. E' di questi giorni un piccolo esperimento fatto a Londra nell'ambito del "Street Photography Festival". 6 fotografi e 6 video-opertaori sono stati mandati a riprendere scene di vita quotidiana londinese. Si sono trovati a dover giustificare lalegittimità di fare il proprio lavoro con molti addetti alla sicurezza della zona. Questi ultimi infatti volevano impedire di fotografare o di fare delle riprese video adducendo vaghe scuse sulla "questioni della sicurezza" e del "terrorismo". Per vedere il risultato dell'esperimento guardate il video qui sotto:
New advertising for Pic Solution from Artsana Group. A multisubjet campaign where the main goal was to create that special positive, playful, and "I'm taking care of you" feeling. Together with art director Emiliano Miotti from Phoenix agency we worked on the light, on the casting and on the spontaneity of our subjects to succeed in our mission. It was really fun to work with the kids. Like in real life they always surprise you. I really enjoyed it!
Ho raccolto una selezione dei ritratti di "Workers", la mostra organizzata dalla Fondazione Pirelli a Settimo Torinese nel 2010 (vedi post più vecchi qui sotto), in un piccolo portfolio stampato.
I've put together a selection of portraits from the exhibition "Wokers", organized by the Fondazione Pirelli in Settimo Torinese in 2010 (see olderpost) in a small printed portfolio.
Storia di copertina con Enrico Mentana per il numero di Vanity Fair oggi in edicola.
Scattata negli studi del TGLa7.
E' veramente interessante scoprire come è la televisione e in special modo il telegiornale visto da "dentro". Gli studi televisivi, come quelli fotografici sono spazi che mi hanno sempre molto affascinato. Le cose accadono in pochissimo tempo (come del resto nella fotografia), tanta gente, tecnici, assistenti, redattori, operatori, e poi il conduttore, quello che in America chiamano l'anchorman. Tutto ruota intorno a lui, in questo caso al direttore. Quello che si respira è una grandissima concentrazione perché quello che succede succede davanti a milioni di persone (ecco questo in fotografia no, ma forse il risultato, si spera, lo vedranno in tanti) e ad un certo punto scatta la diretta e tutto si anima, frenetico, intenso, teso, per poi improvvisamente spegnersi, dopo la sigla finale, con la stessa rapidità con la quale si è andati "on air" e tutto torna di nuovo calmo.
Da Rimini, energia pura. Il nuovo concerto di Lorenzo Jovanotti che partirà proprio da qui domani 16 Aprile è veramente strepitoso.
Musica, immagini, video, effetti speciali straordinari (realizzati da "i ragazzi della prateria").
Lorenzo è instancabile, meeting alla mattina per mettere a punto tutta la parte visual, prove al pomeriggio con la band e alla sera prove luci ed effetti speciali.
Oggi esce una bella intervista di Alberto Dentice su L'Espresso.
Per leggere tutta l'intervista on-line clicca qui.
Per vedere invece la fotogallery clicca qui.
Questo mese per GQ sono andato a Roma per fotografare Aurelio De Laurentiis. Figlio di Luigi, con il quale ha fondato la Filmauro e nipote di Dino, è oggi uno dei maggiori produttori cinematografici internazionali. Ha ottenuto grandi successi al botteghino con i suoi "cinepanettoni", ma anche con film come il recente Manuale d'amore 3 con Robert De Niro. Ma Aurelio De Laurentiis è anche, cosa di non secondaria importanza per chi è tifoso di calcio... presidente del Napoli Calcio.
La location era davvero speciale. Un palazzo a due passi (nel senso letterale del termine!) dal Quirinale.
Sulle scale incontriamo Francesco Rutelli che sta andando a pranzo da un amico e che scambia due battute calcistiche con il "presidente". Nel palazzo che ospita gli uffici della Filmauro e la residenza privata dello stesso De Laurentiis una volta si potevano incontrare anche gli Agnelli. Qui loro hanno sempre abitato. L'avvocato al quinto piano e la sorella Susanna al sesto....
GQ Febbraio 2010, "Saviano? Lo vedrei bene sindaco di Napoli" intervista di Massimo Ugolini, foto di Carlo Furgeri Gilbert
E' in edicola adesso il numero di Febbraio di Flash Art. E' un numero speciale dedicato alla fotografia italiana.
Oltre a segnalarvi la mia presenza nel "dizionario" mi piaceva porre l'accento su di un intervento di Fabrizio Ferri dal titolo "La fotografia è arte?" in cui il noto fotografo riflette sulla relazione tra fotografia e arte cercando di mettere in luce quello che alla fine conta davvero e cioè la capacità dell'arte e dell'artista "di toccarti dentro" scordandoci per un momento di mercato, media, collezionismo e aste. Una riflessione che parte anche dall'analisi della situazione odierna di chi il fotografo lo fa di mestiere. "E che dire ora che la fotografia finisce di vivere e comincia a morire, insieme alla sua compagna i sempre: la carta stampata? E non vende più nulla né nulla potrebbe più vendere sui nuovi media dove sovrani sono il movimento e il suono? Forse tra le sue ceneri rimarranno confuse polemiche. Mentrre alla fotografia non resterà altro che rifarsi d'arte."
"Tanti mi dicono che ho sprecato il mio talento: solo una parte. Mi mancava qualcosa per essere un campione definitivo. [...] Caratterialmente non lo sono stato. Però mi sono divertito tanto e ho divertito la gente." Così dice Francesco Flachi ad Ivan Zazzaroni sul numero di Gennaio diGQ Italia.
Abbattutto da problemi con la cocaina (radiazione dal calcio la sentenza) e ora risorto ad una vita normale. Un bar (Il Panino di Categoria), anzi due tra poco, una famiglia vicina, e amici, quelli veri. Dimenticavo delle schiacciatine buonisssime! Questi gli ingredienti della sua nuova vita. Ragazzo diretto, verace, simpatico, toscano fino nel midollo il Flachi!
Fine dello shooting...Francesco alza la cornetta e chiama Raffaella in redazione..."Pronto...si...sono Francesco...senti tutto bene...però...il fotografo e il suo assistente non si sono comportati benissimo...hanno mangiato e bevuto e poi mi sono allontanato un secondo e sono spariti, senza nemmeno salutare o peggio pagare il conto...mhh...mi spiace ma non mi sono proprio piaciuti...te lo dovevo dire....molto maleducati..."...dall'altro lato silenzio...imbarazzo...ma no...come è possibile...
Francesco mi strizza l'occhiolino mentre io e Niccolò seduti al bancone beviamo dell'ottimo rosso e mangiamo allegri l'ennesima schiacciatina!
Questo è il Flachi!
La mia carriera in polvere, testo di Ivan Zazzaroni, foto di Carlo Furgeri Gilbert
Correre. Correre per il semplice e puro piacere di farlo. Correre perchè è necessario alla propria sopravvivenza. Correre fino a quando il dolore scompare e subentra uno stato quasi euforico, una specie di effetto dopante. Correre per giorni interi senza sosta. Semplicemente correre.
Ulrich Gross fresco vincitore del Tour de Geant (un' ultramaratona - così si chiamano - durissima, quasi 300km con 23.500m di dislivello in poco più di tre giorni!) è così. Lui semplicemente corre.
Luca Delli Carri nell'articolo apparso su GQ di questo mese ne traccia un ritratto meraviglioso. Un atleta, ma soprattutto un uomo, che quando corre pensa alla sua famiglia e alle cose belle che faceva da giovane. E' una fatica disumana, ma a Ulrich la fatica piace. " E' in gara, quando inizio a non sopportarla più, che provo delle belle sensazioni. Difficile descriverle. Arriva un punto in cui il corpo ti dà una mano, ti spinge, ti lascia andare e da quel momento sei libero, la fatica sparisce e...voli."
Ulrich è così " pare correre nella nostalgia, più che nei boschi. La cosa che più si avverte è la dignità: non sorride, non cerca di piacerti, non sa cosa sia la presunzione, è un puro."
Per leggere tutta l'intervista GQ Italia, Dicembre 2010
Una piccola mostra ma stupenda. Nella prima saletta di FORMA al fianco della stupenda mostra di Robert Doisneau ci sono una decina di stampe di questo artista cinese straordinario. Il suo nome è Liu Bolin. Le sue opere sono davvero forti. Sono degli autoritratti in cui l'autore si fonde con il paesaggio circostante facendosi dipingere adosso letteralmente il contorno. Sono davvero forti e spiazzanti le sue immagini.
"Dal 2006 l’indagine di Liu Bolin non si è mai arrestata, toccando vari temi universali, quali il rapporto tra uomo-natura, tra pensiero e potere, fino all’antinomia tra conservazione e distruzione del passato che contrappone Italia e Cina. Per questo i luoghi simbolo della cultura italica, il Teatro Alla Scala o il Duomo di Milano, così come L’Arena di Verona, Palazzo Ducale, Piazza San Marco a Venezia sono stati scelti per far da quinta teatrale all’artista in divisa maoista. Un’identità negata, ambigua, ma anche fortemente affermata si cela dietro ogni autoritratto, evanescente e impossibile da ignorare nel contempo."
Nella sala inoltre c'è un video prodotto da Mazen che racconta meglio chi è lui e come lavora la cui colonna sonora è realizzata dai Sursumcorda (http://www.sursumcorda.it/).
Fino al 14 Novembre da FORMA
Fondazione FORMA per la Fotografia
Piazza Tito Lucrezio Caro 1
20136 Milano Tel. 02.58118067 - 02.89075419 Forma Galleria
02.89075420 www.formafoto.it
Alcune immagini dai due servizi apparsi questo mese su GQ Italia. Da una parte una grande giocatore francese, Thierry Henry (richiamato all'ordine da Sarkò dopo la figuraccia dei mondiali) e dall'altro una figura molto controversa del calcio contemporaneo, Mino Raiola (il procuratore più potente del mondo - tra i suoi "ragazzi" come li chiama lui, Ibra, Balotelli, Nedved). Per saperne di più leggete le due belle interviste di Michele Primi e di Ivan Zazzaroni.
Nato a Londra nel 1971, Laureato in architettura, è fotografo, grafico e videomaker.
Collabora con diverse testate sia italiane che straniere. Realizza campagne pubblicitarie per clienti come Telecom, Gancia, Reebok, Wind, Safilo, DeAgostini, Sai-Fondiaria.
Nel 2006 espone alla Fondazione Sandretto Re Rebaudengo il progetto “LA STAZIONE”, in occasione della mostra Da Guarente all’Etna - GE06 a cura di Filippo Maggia. Nel 2008, alla Triennale di Milano, partecipa alla collettiva “Un viaggio, ma...”, curata da Giovanna Amadasi. Lo stesso anno viene chiamato ad interpretare il mondo del lavoro nelle fabbriche Pirelli in Europa, progetto raccolto nel volume “Pirelli, Racconti di Lavoro”, edito da Mondadori. Nel 2009 la Triennale di Milano ospita una sua personale su questo progetto. Per la mostra, dal titolo WORKING. Uomini, Macchine, Idee sperimenta un approccio multidisciplinare (suoni, video e fotografia) per raccontare il cuore produttivo di una delle maggiori aziende italiane.
Realizza per il Design Museum della Triennale un lungo lavoro su Massimiliano Adami, l’eclettico designer-artista milanese, confluito poi nel volume Magma Fossile edito da Electa.